PsicoWorking

21 settembre: giornata mondiale dell’Alzheimer 2017

Pubblicato il 21 settembre, 2017

foto di Amalia Grosso

di Alessandra D’Ippolito

 

Il cervello è proprio come un muscolo e va allenato perchè si mantenga in forma: esempi illustri e non, dimostrano che si può arrivare con una prontezza mentale ed una memoria brillante anche in tarda età. Molti sono i vantaggi che l’allenamento mentale attraverso esercizi di “mental training” produce, sia in persone sane che in persone con inizi di deficit, nel rallentare la degenerazione cognitiva. Oggi, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, molti sono i centri che nella capitale ed anche nel resto d’Italia offrono consulenze e test (anche gratuiti) per valutare il proprio livello cognitivo. Un allarme è ormai scattato intorno a questa problematica: 47 milioni di malati nel mondo, più di 800 mila in Italia, con una tendenza in forte crescita prevista fino a  135 milioni di casi nel 2050 (dati OMS). I Capi di Stato ed i  Governi tutti, hanno raccomandato agli scenziati ed agli operatori del settore, di concentrarsi per trovare strategie efficaci nella prevenzio e contenimento del decorso delle demenze, soprattutto nelle fasce d’etè che anticipano la vecchiaia vera e propria (55-60 anni) dove l’intervento si rivela più efficace e tale da anticipare la patologia o individuare i soggetti a rischio prima che il patrimonio neuronale sia compromesso.

Anche Psicoworking si inserisce nell’ambito dei referenti per la valutazione dello stato cognitivo e per la prevenzione del decadimento offrendo servizi di consulenza, tramite i professionsiti che ne fanno parte. In linea con lo spirito del coworking, i nostri approcci sono sempre di tipo integrato e prevedono il collegamento diretto con strutture e professionisti che operano nel campo della Neurologia, Geriatria, Psichiatria.

Cerca i nostri referenti nell’area PROMOZIONE DELLA SALUTE nel nostro sito.


QUANDO CHIEDERE UN AIUTO PSICOLOGICO

Pubblicato il 11 agosto, 2017

di Caterina Taccone

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Rivolgersi a uno psicologo/a quando se ne sente il bisogno non è il primo passo ma probabilmente uno degli ultimi dopo un periodo di elaborazione e di sofferenza in cui si pensa, si riflette e finalmente si arriva alla decisione che forse è meglio rivolgersi a uno specialista. Il processo a volte è lento e a volte dettato dall’urgenza del problema…Questo avviene principalmente perché ogni giorno le nostre azioni sono determinate dalle abitudini e dai condizionamenti culturali dell’ambiente in cui siamo cresciuti, dalle esperienze vissute e dai legami familiari e affettivi.

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PRENDERSI CURA DEI GENITORI ANZIANI: LE “FAMIGLIE SANDWICH”

Pubblicato il 13 giugno, 2017

fam. sandwichdi Caterina Taccone

L’argomento qui trattato si inserisce nella cornice del ciclo di vita familiare quando i genitori sono ormai anziani e i figli sono adulti e, spesso, con una propria famiglia composta anche da adolescenti o figli piccoli.

I progressi della medicina e il benessere socioeconomico hanno consentito negli ultimi decenni un allungamento della vita come non è mai accaduto in passato. Questo significa che si può vivere più a lungo, ma anche che le malattie spesso diventano croniche e, quindi, necessitano di una cura e di un’assistenza a lungo termine. Proprio per questo cambiamento, sicuramente importante, le famiglie si trovano ad affrontare responsabilità e riorganizzazioni interne per meglio gestire le nuove esigenze a cui sono chiamate.
Capita, pertanto, di dover assistere un genitore anziano e, allo stesso tempo, di accudire un figlio piccolo o adolescente, cioè queste fasi di vita così diverse e così delicate possono incrociarsi e ricadere sul figlio adulto/genitore, che si pone così in una posizione mediana non sempre facilmente sostenibile e che richiede un’enorme dose di energia per assolvere a ogni compito evolutivo. In sostanza figli adulti che diventano “genitori” dei propri genitori. 

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