Psicologo e Medico di Base: la collaborazione una risorsa per la salute!

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Esiste ancora oggi una grande confusione su quelli che sono gli ambiti di intervento dello Psicologo, e su cosa sia in generale  la Psicologia. L’immaginario collettivo associa la Psicologia e la figura dello Psicologo al concetto di Sanità/Malattia e immediatamente connota lo Psicologia come la disciplina che tratta la malattia mentale, e di conseguenza è malato mentale chi ricorre all’intervento psicologico. Purtroppo, nell’idea collettiva il malato mentale, è il folle, un diverso da scansare, colui che fa paura, o nella migliore delle ipotesi colui da compatire. Questo pregiudizio, alimentato anche da alcuni atteggiamenti della stessa Psicologia, non permette di conoscere i diversi ambiti in cui lo Psicologo può intervenire con strumenti e tecniche specifici.

Questo alone di mistero è abbastanza diffuso anche nella Comunità Scientifica, e crea delle contrapposizioni sterili fra Medici, Psichiatri e Psicologi che allontanano dall’obiettivo principale di queste professioni: il benessere e la salute della persona e l’attività di prevenzione. Tali contrapposizioni fanno sfuggire anche le possibilità di collaborazione fra queste differenti figure professionali ed attività.

Lo Psicologo può ad esempio avvalersi della professionalità del Medico e dello Psichiatra in situazioni che richiedono un intervento multidisciplinare, oppure il Medico e lo Psichiatra possono ritenere necessario un intervento psicologico.

Nell’ottica della Diagnosi Differenziale (cioè una di diversi aspetti di un sintomo) è fondamentale poter distinguere quando un sintomo si presenta con una base “organica”, o quando in assenza di cause organiche evidenti è un problema di natura funzionale (Stress e patologie correlate ecc). Il quadro è anche più complesso se consideriamo che, anche laddove sia presente una malattia organica (Cancro, malattie invalidanti ecc) il soggetto presenta disagi anche in altri aspetti: come la sua vita personale, emotiva e le sue relazioni; oppure pensiamo ai quadri clinici di competenza “psichiatrica o psicologica” (DCA, Disturbi dell’Umore, Psicosi) dove anche lo stato di salute globale è alterato e necessita dell’intervento di altri specialisti (Medico e Psichiatra).

Senza arrivare a questi esempi estremi pensiamo semplicemente che nella vita di ognuno possono accadere degli eventi (lutti, perdite, cambiamenti ecc) che possono creare delle difficoltà o incapacità nel trovare le risorse adatte per poterli superare, con una ripercussione che può toccare o solo il piano “fisico” o quello “emotivo/mentale”, oppure entrambi come frequentemente accade. Se è vero che ogni individuo “sceglie” anche il proprio modo di manifestare e viversi il disagio, può ad esempio esprimere con sintomi fisici un’emozione difficile da gestire (ad esempio l’ansia, che è alla base di molti disturbi intestinali), è compito etico del professionista della Salute saper e poter indirizzare verso percorsi di cura più adeguati il paziente. E’ per questo che è fondamentale la collaborazione reciproca fra Medicina e Psicologia.

Nello specifico, soffermiamoci sul Medico di Base che oltre all’autorevolezza che ricopre per la competenza maturata, è una figura molto vicina alle persone (singolo, famiglie), le accompagna nel corso di molte fasi  del ciclo di vita in un rapporto che non è solo professionale ma anche umano, e che si fonda su una profonda fiducia.  E’ lui il primo, e a volte l’unico, che viene consultato quando si verifica un sintomo o una malattia grave o meno che sia… “Se continuo a stare male vado dal Dottore”… “Mi fa molto male da diversi giorni penso che ne parlerò col mio Medico, lui saprà sicuramente cosa fare o a chi devo rivolgermi”… E’ lo stesso Medico che si trova a vivere con il paziente non solo malattie organiche, ma anche situazioni di vita come difficoltà familiari, problemi con i figli o personali. Queste situazioni se ripetute devono essere considerate con attenzione che perché queste possono essere la spia di una problematica che può richiedere l’intervento di uno Psicologo o addirittura di uno Psicoterapeuta. E l’invio ad un Professionista della Salute Mentale è anche un intervento preventivo (pensiamo alla degenerazione che si accompagna nei quadri clinici cronici).

Dr.ssa Marzia Dileo


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